Il bosco di camelie


Nella primavera del 2010, si diede inizio a un approfondito lavoro di riconoscimento e di classificazione di tutte le camelie piantate nel Giardino di Villa Melzi d’Eril nel corso degli ultimi 180 anni.

In questo momento esse sono circa 250 e si trovano radicate in diverse zone del vasto complesso, ma soprattutto nelle vicinanze dei due ingressi, a Loppia e a Bellagio. In quest’ultima area, un notevole numero di camelie ha formato un bosco vero e proprio, posto a monte del laghetto degli aceri del Giappone, verso settentrione. Molte di loro sono nate da seme e sono perlopiù riconducibili a forme della specie-tipo Camellia japonica, ma un cospicuo numero è costituito da varietà di grande interesse storico-botanico, perché riferibili a cultivar create nell’epoca d’oro della camelia italiana, vale a dire nell’Ottocento. In particolar modo è da rimarcare la presenza di preziosi esemplari che si riferiscono a rare e splendide varietà italiane, come ‘Lavinia Maggi’ (1858), ‘Il Tramonto’ (circa 1858), ‘Roma Risorta’ (circa1866), ‘Valtevareda’ (1851), ‘Vergine di Colle Beato (circa 1856), ‘Angela Cocchi’ (circa 1856). ‘Ridolfi Striata’ (1842).