Le camelie storiche di Villa Melzi d’Eril


A metà Ottocento, il Giardino di Bellagio – già dotato di un ricchissimo patrimonio botanico, in cui spiccavano alberi e arbusti d’ogni genere, con circa 230 varietà diverse di rose – si proponeva come uno degli ambienti nobiliari all’avanguardia per la coltivazione delle camelie, dando inizio a una raccolta di giovani esemplari in vaso, fra cui: ‘Pomponia Alba’ (costituita in Cina nel 1822), ‘Duchesse d’Orléans’ (Milano, 1839), ‘Preston Eclipse’ (Inghilterra, 1837), ‘Rosa Mundi’ (Inghilterra, 1827) e diverse altre.

Queste piante erano coltivate in serra, in attesa d’essere trasferite al momento opportuno in piena terra, nell’area destinata esclusivamente alle camelie, vale a dire “vicino al Palazzo verso Settentrione”, come risulta da una recente ricerca. Qui, distribuite in tre gruppi, erano radicate allora quarantuno diverse camelie, almeno una delle quali è sopravvissuta fino a oggi in questo stesso luogo. Si tratta di Camellia japonica ‘Atrorubens’, una varietà originaria della Cina, ma arrivata in occidente nel 1818. Verso il 1840, fu acquistato dai Melzi d’Eril un esemplare di questa pianta che tuttora vegeta e fiorisce senza problemi sul lato settentrionale della villa, in compagnia di altre camelie qui messe a dimora in epoche successive.