Le camelie dei Rovelli


Sulla fascia di prato che fronteggia le camelie della nobiltà italiana, una seconda collezione di camelie storiche ha consentito di riannodare un antico legame fra lago di Como e lago Maggiore, fondato proprio sulla passione per le camelie.

La famiglia dei giardinieri Rovelli fu impegnata fino alla metà dell’Ottocento nella conduzione dei giardini dei Borromeo sia sull’Isola Bella sia sull’Isola Madre. Intorno al 1851, Renato Rovelli e i suoi fratelli fondarono uno “Stabilimento d’Orticoltura” a Pallanza, coltivando migliaia di piante ornamentali. Uno dei loro maggiori successi fu la creazione di nuove camelie, che furono molto apprezzate anche da parte dei Melzi d’Eril. Il loro campo d’azione fu proprio il vivaio di Pallanza, che però dopo l’estinzione della famiglia diventò un bosco invaso da infestanti. Nel 2003, alcuni esperti decisero di esplorare quello storico bosco, facendo riemergere gli antichi esemplari dei Rovelli. Le vecchie camelie furono pazientemente riconosciute, catalogate e riprodotte mediante talee. Nel 2011, Villa Melzi acquisì parte di quelle talee, che in seguito furono qui messe a dimora, contribuendo così a incrementare il già ricco patrimonio di camelie presenti fin da metà Ottocento. Tra queste varietà, va segnalata la presenza di ‘Angelo Botti’, ‘Comte de Gomer’, ‘Annessione’, ‘Sacco Vera’.