Le camelie della nobiltà italiana


L’Ottocento fu il momento magico della camelia, toccando il vertice fra gli anni Venti e Sessanta, spesso con il coinvolgimento diretto degli stessi illustri proprietari di ville e giardini, che appartenevano alla classe aristocratica, oppure dei più esperti orticoltori, come i Mercatelli di Firenze e i Rovelli di Pallanza, per citare i soli italiani.

Alla competizione non potevano certo sottrarsi i nobili e i potenti che possedevano ville sul lago di Como, come i Sachsen-Meiningen a Tremezzo e i Melzi d’Eril a Bellagio. In molti casi, quindi, le nuove varietà ottenute dopo lunghe sperimentazioni venivano dedicate a membri delle famiglie nobili che, in modi diversi, avevano contribuito alla diffusione di questo genere di piante ornamentali. In occasione della Giornata annuale delle camelie del Lario, organizzata per la primavera del 2011, quando in tutto il Paese fu celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a Villa Melzi d’Eril si decise di adottare un tema consono alle tradizioni storiche e culturali del luogo. Fu quindi avviata questa collezione di camelie perlopiù ottocentesche, dedicate ad alcuni membri della nobiltà dell’epoca: ‘Conte Cavour’ (1881), ‘Conte Carlo Annoni’ (1888), ‘Conte Cicogna’ (1852), ‘Duchessa Melzi d’Eril’ (1883), ‘Marchesa Margherita Serra’ (1860) e altre ancora.